Scuola Infanzia Ponteranica pag.1 - Sito Unità Pastorale Ponteranica

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Siamo un gruppo di persone appassionate, che credono nei bambini e nei loro genitori.
 
Le insegnanti della scuola dell’infanzia sono Marta, Cristina e Daniela, cui va aggiunta Lisa ora in maternità, e per la sezione primavera Beatrice, ma per tutti semplicemente Bea, supportata da Cesarina, per tutti Cesi. Il gruppo delle insegnanti è “storico”, con una grande esperienza. Iris dalle ore 8.00 accoglie i bambini che frequentano l’anticipato, scambiando magari due parole anche in tedesco. Due consulenti supportano la qualità dell’offerta formativa e sono Cristiana, neuropsicomotricista, che conduce il laboratorio di psicomotricità e Elisa, musicoterapeuta, che conduce il laboratorio di musica. A coordinarle da quest’anno ci sono io, Simona, pedagogista e psicomotricista, la nuova del gruppo, anche se in verità già da anni collaboro con loro come supervisore e consulente pedagogico.
Accanto a noi ci sono la cuoca Anna, adorata dai bambini, e la più invisibile seppur indispensabile Annalisa che tiene pulita, con l’aiuto di Anna, la nostra scuola.
Ma dato che per i bambini vogliamo il meglio, per consentirci di poter dare loro quasi tutte le nostre attenzioni, ci sono varie persone che ci affiancano come volontarie nel lavoro organizzativo. Alcuni di essi sono dei veri e propri pilastri della scuola: Enza, la precedente coordinatrice, che continua a tenere una parte di segreteria, e Learco, suo marito, che cura la parte amministrativa affiancato da Donata. Clorinda si occupa delle rette e di altre varie commissioni, in alcune delle quali affiancata da Pinuccia, meno visibili ai genitori ma altrettanto importanti. Renzo cura il sito e la grafica di presentazione dei testi. Da quest’anno ci aiuta anche Alberto per la parte amministrativa. Poi c’è chi si occupa di fare la spesa. Ci sono poi i genitori che, con il Comitato Genitori, si prendono carico di alcuni pezzetti di lavori di manutenzione ordinaria, come il taglio dell’erba, ma anche di interventi innovativi. La nostra bellissima sabbionaia, ad esempio, è opera dei genitori.
Tutte queste figure, dipendenti, consulenti e volontari, sono sostenuti dall’attento occhio del presidente, il parroco don Sergio Scotti, e del consiglio di amministrazione.
Insomma, una piccola importante parte del nostro paese ruota attorno e dentro la scuola dell’infanzia, perché i bambini sono il presente, insieme con noi, e saranno il futuro. E i primi anni di vita, ci confermano le neuroscienze, sono quelli più importanti in cui investire. Più delle università, più dei corsi, quello che rende possibile un futuro ricco di soddisfazioni è la qualità di ciò che facciamo quando i nostri figli sono piccoli.
Nella sezione documenti troverete, espressi con un linguaggio più formale e tecnico, i principi teorici, le finalità, gli obiettivi, le metodologie e tutto quanto sostiene le scelte apparentemente semplici di ogni giorno. Se qualcosa non dovesse essere chiaro chiedeteci: sarà una bella occasione per entrambi, genitori ed insegnanti, per raccontare e cercare di capire come facciamo e perché facciamo anche le cose che ci sembra non richiedano un pensiero.
Noi abbiamo pensato come disporre i mobili nelle stanze, quali giochi acquistare e quali no e di quali materiali. Abbiamo valutato se tenere parti ripide di giardino, se mettere fiori e quali o se non metterne, se attrezzare anche gli spazi esterni e con quale obiettivo. Certo, qualcosa è ancora nei desideri. Quello che c’è però ha un perché.
Tutto concorre alla crescita del bambino pensato come il protagonista (dal greco protos, il primo, agonistes, attore drammatico) della sua storia: il primo da ascoltare, il primo a poter affrontare ciò che la vita gli chiede, il primo dunque cui consentire di fare esperienza, esplorando le proprie e altrui risorse, i propri e altrui limiti. L’ascoltare da parte dell’adulto non sarà neutro, anche perché sarebbe impossibile, bensì mediato dalla conoscenza pedagogica del bambino in genere e dalla conoscenza personale di quel bambino. Con la consapevolezza che c’è sempre una parte di mistero di ogni individuo. È quella che ci fa, ancora dopo tanti anni di lavoro e di studio, stupire e meravigliare.
È per consentire al mistero di esprimersi che le nostre sezioni sono eterogenee, ovvero accolgono bambini dai tre ai cinque anni. Perché nessun adulto potrà progettare un intervento riuscendo ad offrire la molteplicità e complessità di sollecitazioni che la condivisione con bambini di diversa età può dare. Traducendo quanto scrisse Vygotskij teorizzando la zona di sviluppo prossima, ci piace dire che la miglior occasione che i bambini hanno a disposizione sono gli altri bambini quando giocano in una situazione ordinata. L’ordine consente di poter anche litigare, momento fondamentale della crescita, senza perdere la serenità e la gioia indispensabili per l’apprendimento.
Ci auguriamo che l’esperienza nella nostra scuola dell’infanzia sia occasione di crescita per tutti noi: bambini, genitori, insegnanti, professionisti, volontari.
Buon viaggio di scoperta!
Simona







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